Il posto ideale…

…per una vacanza!

 

B&B

CAMERE  VACANZA

di  Joseph Cerreto

 

Info e prenotazioni: 328.8352347 – email: camerevacanza@email.it località: Poggio Picenze (AQ)

 

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COSA VISITARE

(breve guida turistica con link, bacheca fotografica,  informazioni utili, storia e molto ancora.)

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“A seguito del sisma del 06 aprile 2009 il patrimonio artistico, culturale e religioso

 del comprensorio è stato, in alcuni casi, gravemente danneggiato.

 

Abruzzo - vivi la tua natura

 

BREVE DESCRIZIONE TURISTICA DEL COMPRENSORIO AQUILANO

(per una guida dettagliata segui i link all’’interno di questa pagina)

 

INTRODUZIONE

Immersi  nel verdeGran Sasso - Corno GrandeL’Abruzzo, denominata "la Regione dei parchi", ospita tre Parchi nazionali “Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga (foto a sinistra Gran Sasso D’Italia) ed il Parco Nazionale della Majella”,  un Parco regionale “Parco Regionale Velino Sirente e molte aree e riserve naturali protette. “Lago di Campotosto, Gole del Sagittario, Parco territoriale sorgente fiume Vera, oltre alle molte altre bellezze naturali consultabili sul sito della Regione Abruzzo.”

Questa Regione oltre alla montagna e alla neve, si affaccia sul mare Adriatico che con i suoi 150 km di costa vanta di moltissime e note località marine.

Le  numerose strade, autostrade e ferrovie nonché l’aeroporto internazionale di Pescara, che attraversano la nostra Regione, richiamano numerosi turisti anche a livello internazionale.

La montagna abruzzese è una destinazione affascinante per tutti. La parte del territorio regionale che, per la sua storia, le sue risorse culturali, artistiche, archeologiche e ambientali, caratterizza più fortemente questa regione.  I visitatori di ogni età vi troveranno opportunità per impegnare attivamente il loro tempo libero e recuperare una condizione di tranquillità e benessere psicofisico, per fare il "pieno" di energia e buonumore. Una natura superba  protetta da una continuità di parchi, riserve naturali, oasi. La montagna l'ama chi sa viverla con emozione, con rispetto, libertà…

Regione prevalentemente montuosa (65%) e per il restante costituita in massima parte da colline (34%).

Le montagne d'Abruzzo sono formate in buona parte da calcare. Culminano nei 2912 metri del Gran Sasso, ai piedi del quale si cela il piccolo ghiacciaio del Calderone, il più meridionale in Europa e l’unico dell'Appennino.

L’Abruzzo, terra dei parchi per eccellenza, molto bene si presta alla pratica del turismo ciclistico, offrendo la rara opportunità di passare dal mare alle più alte vette appenniniche in poche decine di chilometri. La nostra regione, infatti, con i numerosi itinerari sull’’aspra montagna, sulle colline, intorno ai laghi o lungo gli argini verdeggianti dei fiumi, tra faggete meravigliose o sugli innumerevoli altipiani, offre sicuramente emozioni ogni volta diverse tanto al biker alle prime armi quanto all’’arrampicatore esperto ed incallito. La bicicletta è un veicolo che si incontra sempre più frequentemente sulle strade e sui sentieri abruzzesi ed è difficile immaginare un mezzo più rilassante e salutare per cogliere appieno tutte le attrattive che l’Abruzzo sa offrire. Pedalando sulle tante sterrate o carrarecce più o meno antiche, ma sicuramente poco trafficate, non di rado si incontrano antiche chiese e sperduti ed incantevoli borghi fuori dai giri turistici tradizionali. Il verde d’Abruzzo è anche questo, terra di tipici paesini antichi, di chiese romaniche, eremi nascosti e quasi inaccessibili, antiche capanne in pietra, rocche medievali, grandiosi ed austeri castelli: testimonianze della civiltà e della storia di questa regione.

Tutto il territorio abruzzese è luogo ideale per trascorrere una vacanza all'aria aperta, alla ricerca di un rapporto diretto e più stretto con lo straordinario patrimonio naturalistico, culturale e storico di questa regione. E' semplice e facile scegliere in libertà il percorso, adattandolo, anche nel corso del viaggio, alle proprie esigenze ed interessi personali. Passare dalle alte quote appenniniche alle località lacustri e balneari è ugualmente facile e rapido, infatti in poco più di un'ora ci si sposta agevolmente dalla costa alle zone interne. Questa ricca offerta consente di scoprire posti nuovi, spiagge tranquille, paesi arroccati, aree naturalistiche incontaminate e di poter cogliere le tipicità del territorio, la genuinità e l'ospitalità degli abruzzesi in assoluta libertà.

 

File:L'Aquila eathquake prefettura.jpgA causa del terremoto che ha colpito L'Aquila nel 2009, la didattica dell'anno accademico 2008-2009 è stata portata a termine ricorrendo a strutture d'emergenza o, in alcuni casi, a sedi fuori città. Per l'anno accademico 2009-2010 l'Università ha recuperato gran parte del polo di Coppito, preso in affitto l'ex sede della Scuola Superiore "Guglielmo Reiss Romoli" e altre strutture idonee alla attività didattica nelle zone industriali di Pile e Bazzano.

Il 6 aprile 2009, alle ore 3:32, dopo diversi mesi di lievi scosse localizzate e percepite in tutta la zona dell'aquilano, L'Aquila è stata colpita da un terremoto di 6.3 (6.3 Mw) gradi della Scala Richter e tra l'8º e il 9º grado di distruzione della Scala Mercalli  con epicentro situato tra le località di Roio, Santa Rufina e Collefracido

Il bilancio finale è stato di 308 vittime ed oltre 1.500 feriti, mentre la quasi totale evacuazione della città ha portato a 65.000 il numero degli sfollati.

Nei giorni successivi al sisma principale altre forti scosse, pur se di intensità minore, hanno colpito l'aquilano: una forte scossa di 5.3 gradi della Scala Richter alle ore 19.47 del 7 aprile 2009; una scossa di 5,1 gradi della Scala Richter alle ore 2:52 del 9 aprile 2009 ed una di 4,9 gradi della Scala Richter alle ore 21:38 del 9 aprile 2009.

Il sisma ha riversato la sua forza sull'abitato e sui paesi limitrofi, tra i quali Onna, Villa Sant'Angelo, Castelnuovo, Tempera, San Gregorio e Paganica. I

l capoluogo stesso presenta crolli anche totali in molte zone e gravissimi danni alla maggior parte degli edifici di valore storico e culturale. Le chiese principali risultano gravemente danneggiate o quasi completamente crollate. Particolare rilevanza ha avuto la mancata resistenza e quindi il danneggiamento talvolta irreversibile della maggioranza degli edifici pubblici, sia antichi che moderni: ad esempio il moderno polo d'Ingegneria, la prefettura (che aveva sede nel Palazzo del Governo), la Casa dello studente di via XX Settembre, l'ospedale San Salvatore e molti palazzi signorili del Settecento e dell'Ottocento.

 

*                   GUIDA TURISTICA – REGIONE ABRUZZO – PROVINCIA DI L’AQUILA

Una guida turistica dettagliata della Regione Abruzzo e della Provincia di L’Aquila

guida in PDF quindi dovete attendere che si carica. Dimensione circa 6 mb.

 

Grotte di Stiffe (AQ)LE GROTTE

Le spettacolari cavità naturali che si aprono nelle montagne calcaree abruzzesi offrono spettacoli di grandissimo interesse agli appassionati di natura, e possono essere visitate senza nessuna difficoltà (Grotte di Stiffe  a soli  5 km dalla struttura). Queste grotte, ovvero una risorgenza, in pratica il punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo. Meraviglia che richiama migliaia di turisti e che per un tratto abbastanza lungo sono visitabili insieme alle guide che vi accompagnano per tutto il tragitto. La presenza del corso d'acqua, che in alcuni periodi dell'anno raggiunge portate considerevoli, è sicuramente la caratteristica più importante delle Grotte, che a volte sono percorse da un piccolo ruscello le cui acque mormorano e bisbigliano, altre volte vengono attraversate da un fiume che si precipita a valle lungo rapide e cascate con un boato assordante.

 

 

 

GRAN SASSO D’ITALIA CAMPO IMPERATORE  PARCO NAZIONALE (Mt. 2912)

 

Rifugio Gran SassoCampo ImperatoreQuesto Bed & Breakfast è situato nel “Parco Nazionale del gran Sasso Monti della Laga”. Questo Parco ospita numerosi itinerari di media ed alta montagna.

UNO DEI TANTI ITINERARI bellissimi ed emozionanti che il comprensorio ci regala è il giro turistico e panoramico del “Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Partendo dalla struttura, si segue un percorso circolare di circa 100 km, dove lungo il tragitto è possibile visitare le bellezze dei borghi antichi (Calascio “Rocca Calascio”, Santo Stefano di Sessanio, Castel del Monte), la natura e la fauna montana (l’altopiano di Campo Imperatore – Fonte Vetica), i rifugi, bivacchi e baite (Castel Del Monte – Rifugio attrezzato Fonte Vetica) dove fermarsi per un picnic, proseguire lungo al piana di (Campo Imperatore ad un altitudine media di 1800 Mt.), lungo la piana potete decidere di arrivare fino alla stazione di arrivo della Funivia dove è situato l’osservatorio astronomico, oppure proseguire e riscendere fino a Fonte Cerreto (la stazione di partenza della Funivia) per poi proseguire e ritornare alla struttura.

 

Questo itinerario è solo uno dei tantissimi percorsi che potete fare nella nostra zona ammirando le bellezze che la natura ci regala.

Altro tragitto è una bella escursione nel verde dell’’altopiano di Campo Imperatore, ovvero  altopiano situato a circa quota 2000 Mt. s.l.m. nel mezzo del massiccio del Gran Sasso d'Italia. Si estende per oltre 15 Km di lunghezza e 5 di larghezza ed è parte del “Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga”. Campo Imperatore si può raggiungere tramite una funivia da 100 posti che parte da Fonte Cerreto (1150 m s.l.m.) ed impiega soli 7 minuti per compiere il tragitto. È anche sede di un giardino botanico nonché di uno dei più importanti osservatori astronomici d'Italia.

Per gli amanti delle alti quote e delle scalate, insieme ad una guida alpina, potete raggiungere la cima del Gran Sasso Corno Grande seguendo sentieri e creste fino ad arrivare alla vetta ad un altitudine di ben 2912 metri.

 

PARCO REGIONALE SIRENTE VELINO - MONTE VELINO – SIRENTE (Mt. 2486)

Vetta monte SirenteOltre all’altipiano di Campo Imperatore, a soli 6 km troviamo il “Parco Naturale Regionale Sirente Velino”.

L'altopiano delle Rocche”, denominato anche altopiano Sirente -Velino, è un altopiano carsico situato nella provincia dell'Aquila in Abruzzo. Chiuso dai massicci del Velino e del Sirente è situato all'interno del Parco ed è compreso in massima parte nei comuni di Ovindoli e Rocca di Mezzo. E’ caratterizzato da un sistema di altopiani posti a quote diverse, circondati da alcune delle catene montuose, le più imponenti di tutto l’Appennino: il massiccio del Velino, con le cime gemelle del Velino (m.2.486) e del Cafornia (m.2.424), e il massiccio del Sirente (m.2.348), monte Ocre (m. 2.206), monte Cagno (m.2.152), monte Rotondo (m.2.064) e monte Magnola (m. 2.223).

Partendo da Terranera (AQ), sull’’altopiano delle Rocche, seguendo le indicazioni per le “Pagliare” si raggiungono i resti delle “pagliare di Fagnano Alto” (pochi ruderi), si prosegue sino alle “Pagliare di Fontecchio”. Continuando per la strada sterrata si raggiunge un bivio, a sinistra si scende per Tione degli Abruzzi, proseguendo a destra dopo pochi metri si raggiungono le “Pagliare di Tione” (le più grandi e interessanti da visitare).

 

Le pagliare sono costruzioni situate a circa 1000 metri negli altopiani sopra la valle dell’’Aterno, ed utilizzate dai contadini e dai pastori della zona nel periodo estivo fino a cinquanta anni fa’. Infatti la valle dell’’Aterno, stretta e ripida, ha sempre offerto poco terreno ai suoi abitanti, che per sopperire a questa carenza, durante la bella stagione, si spostavano negli altopiani soprastanti per coltivare la terra e far pascolare il bestiame. Le pagliare più conosciute sono quelle di Tione, mentre quelle di Fontecchio e di Fagnano (a circa 20 km dalla struttura) sono più appartate e meno frequentate. Questi villaggi, ormai abbandonati da decenni, stanno tornando ad essere recuperati e utilizzati a scopo turistico.

 

 

TURSIMO INVERNALE

AL CENTRO DI 3 GRANDI STAZIONI SCIISTICHE

 

Piste da Sci - Campo FeliceI tanti luoghi della neve e dello sci che la regione può offrire, ogni anno attraggono, sempre più numerosi, gli appassionati, che  possono scegliere tra località e comprensori con piste servite da impianti all'avanguardia. In Abruzzo è possibile praticare anche altri sport sulla neve: lo sci d'alpinismo e lo snow board, rafting sulla neve, toboga, slitta trainata dai cani e lo sci di fondo. Le montagne abruzzesi godono di innevamento abbondante da dicembre ad aprile. Questa felice condizione permette agli amanti dello sci libero di percorrere itinerari da sogno e effettuare uscite di sci d'alpinismo sui principali massicci montuosi. Con gli sci da fondo ai piedi si può penetrare il silenzio delle faggete o percorrere vasti altipiani, grazie ai tanti tracciati predisposti. Lo sciatore troverà itinerari per le proprie capacità, tra ambienti di grande interesse naturalistico e faunistico; proverà emozioni d'alta quota, sensazioni di libertà, appagamento, soddisfazione

Le cime più alte, i migliori impianti, le piste più larghe e più divertenti dell'Appennino: ecco l'offerta dell'Abruzzo per gli appassionati della neve. Gli amanti dello sci ed i altri sport invernali potranno godere della vicinanza con la stazione sciistica di Campo Imperatore (Fonte Cerreto – Funivia del Gran Sasso D’Italia) (a soli 16 km) e dei suoi incantevoli scenari oppure spassarsela sulle piste da discesa e da fondo di Campo Felice (a circa 25 km), tutti raggiungibili con strade statali o autostrade.  Un paradiso per gli sciatori, certo, ma non solo: lo snowboard, lo sci-alpinismo, lo snowrafting, lo slittino, lo sled-dog, il fondo trovano in Abruzzo grandi spazi e percorsi di assoluto interesse. Questo è il bello del fare sport invernali in Abruzzo: dare sfogo alla propria passione in modo sicuro e divertente, potendo contare su tutte le comodità dei moderni impianti in un contesto naturale straordinario.

 

CASTELLI – BORGHI – FORTIFICAZIONI

 

“A seguito del sisma del 06 aprile 2009 il patrimonio artistico, culturale e religioso

 del comprensorio è stato, in alcuni casi, gravemente danneggiato.

 

Castello di Rocca CalascioCastello Museo di L'AquilaUn'altra delle caratteristiche peculiari dell'Abruzzo è il numero altissimo di antichi castelli che si vedono spuntare ovunque.

Si può dire, anzi, che non vi sia paese, sommità dominante, passo o promontorio che non abbia la sua torre, il suo castello, il suo recinto fortificato. Le ragioni storiche sono semplici: un lunghissimo periodo di pericolo, interno ed esterno, che obbligò ogni comunità a provvedere alla propria difesa; ma ciò che più ci interessa è il risultato odierno, che rende l'Abruzzo il più grande e completo museo italiano all'aperto di architettura militare: vanta infatti almeno un esemplare, e di buon livello, per ogni tipo di fortificazione conosciuta. Un'altra particolarità unica è poi che la gran parte di essi conserva pressoché intatto anche il territorio circostante, il proprio contesto originario.

Ormai famoso è il Castello cinquecentesco di L’Aquila (foto a sinistra), diventato Museo Nazionale d’Abruzzo il quale custodisce importanti opere artistiche provenienti da tutto il territorio abruzzese e si può ammirare lo scheletro di un mammut di oltre un milione e mezzo di anni fa.

all’’interno del museo si trova, al piano terra, l’enorme scheletro di Elephans Meridionalis, rinvenuto presso l’Aquila nel 1954 e anche materiale proveniente dai popoli italici e dalle antiche città romane.

Il Forte ha subito danni ingenti a seguito del terremoto del 2009, soprattutto per quanto riguarda il ponte di collegamento sul fossato ed i piani superiori.

 

Il più famoso di questi borghi è Rocca Calascio (a soli 15 km) (foto a destra) è una rocca situata in Abruzzo, nel territorio del comune di Calascio (AQ), a quota 1.460 metri, conosciuta per la presenza del castello che sormonta, in uno scenario di notevole bellezza paesaggistica e architettonica, l'omonimo borgo medievale abbandonato. Il castello più elevato d'Italia ed il borgo è considerato dei più antichi centri abitati della regione. Il sito, posto su uno sperone roccioso e dominante dall'alto la Valle del fiume Tirino e la suggestiva Piana di Navelli, è una delle mete più suggestive d'Abruzzo.

Le forme essenziali, di perfetta simmetria, la coerenza dell'impianto architettonico, che tradisce non solo la sicurezza progettuale ma pure una consapevole volontà espressiva, ne fanno uno dei più belli e suggestivi castelli d'Europa. In una posizione dominante sulla vallata sottostante, spazia su di un panorama montano mozzafiato, senza epoca, intatto..

 

Molto belli e caratteristici sono gli antichi borghi dell’’entroterra aquilana. Alcuni di questi borghi, situati anche ad altitudini superiori ai 1000 metri, sono la sede di numerosi castelli e conventi.

La mano dell’’uomo ha prodotto  segni indelebili: un patrimonio fantastico di monumenti d’arte, cultura, tradizioni.

 

A soli 17 km dalla struttura, all’altezza di San Pio delle Camere (AQ), non può sfuggire sulla sinistra il borgo fortificato di Caporciano, (foto a sinistra) sul cui profilo emerge netta la mole squadrata di una grande torre. Essa attualmente costituisce il campanile della vicina chiesa parrocchiale di San Benedetto e che anticamente rappresentava il baluardo di spicco di un sistema fortificato ancora in parte visibile nelle murature delle case del centro storico. Anche questo di Caporciano è un classico “borgo fortificato”, come se ne vedono molti altri in Abruzzo, ovvero una cinta di mura con torri che proteggeva all’’interno il paese. La particolarità sta nel fatto che le mura di difesa erano anche quelle di sostegno delle case più esterne, e molte volte erano le case stesse, attaccate le une alle altre e prive di finestre verso l’esterno a costituire la cinta muraria. La prova di questo è il fatto che tuttora il nucleo più antico del paese è contenuto dentro la cerchia, mentre quella più recente le si è sviluppata intorno. Nonostante la trasformazione di parte delle mura e delle torri, è ancora abbastanza distinguibile il perimetro della cinta a forma di trapezio. Sulla punta verso nord s’innesta l’unica torre superstite, che doveva però costituire il bastione principale di tutta la fortificazione difensiva. Passeggiando tra le case si possono scorgere le feritoie, alcune delle quali divenute “cannoniere” con lo sviluppo delle armi da fuoco, e tre torri. Così pure sono ancora visibili due delle porte d’accesso. La posizione molto panoramica del castello di Bominaco (foto a destra), arroccato su un crinale con visuale aperta sulle valli circostanti, gli permetteva di ampliare di molto il sistema dei suoi collegamenti a vista, in quanto riusciva a raggiungere visivamente castelli davvero distanti, come quello di Ocre, ad ovest, e le fortificazioni di Forca di Penne, Castelluccio, Rocca Calascio, da est a nord.

http://www.rtsturismo.it/rts/res/castello_ocre.jpgAi piedi del castello, sul colle boscoso dove si trovava in antico il monastero benedettino di Momenaco, sorgono ancora oggi due capolavori dell’’arte sacra abruzzese: la chiesa di Santa Maria Assunta e l’oratorio di San Pellegrino, decorata da un eccezionale ciclo di affreschi del Duecento, tra cui spicca un Calendario dipinto con le festività della diocesi di Valva. Nei pressi si possono visitare anche i castelli di San Pio delle Camere e il borgo fortificato della sua frazione Castelnuovo.

 

Il passato che  rivive tra  città borghesi, ricche di storia e  peculiarità architettoniche, con un assetto urbanistico non stravolto, con una  coralità dell’’edilizia abitativa e una stratificazione del costruito che danno ancora senso e qualità alla vita. Un passato raccontato dalla moltitudine di borghi in pietra viva, arroccati e sparsi  tra i monti. Case strette l’una all’’altra in un abbraccio difensivo delle popolazioni locali contro la pericolosità dei tempi. Una regione dove chiese, abbazie, eremi  s’incontrano ai margini di boschi secolari, tra campi ancora seminati, o nel silenzio profondo di vasti altipiani e di pascoli verdi, su colline in vista del mare ricche di profumi delle stagioni, e parlano di leggende, di storie mai sentite.

 

L'attuale villaggio di San Pietro, (a soli 20 km dalla struttura) borgo di servizio di Camarda e che in questi ultimi decenni si è ingrandito e trasformato con il restauro di vecchie abitazioni e con la costruzione di nuove, era nel passato il castello di San Pietro della Genca che assieme ad altri castelli partecipò a metà del sec. XIII alla nascita dell'Aquila. Agli inizi del sec. XV il castello risultava quasi completamente diruto, ma sopravviveva in parte la chiesa di San Pietro con il suggestivo affresco del sec. XIV raffigurante San Cristoforo. Posta su un colle ad oltre mille metri di altezza, la chiesetta di San Pietro della Jenca fronteggia le cime maestose e i suggestivi paesaggi boschivi del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. All'esterno, la graziosa facciata è abbellita da un bel portale ad architrave poggiato su mensole ad è corredata di un piccolo campanile a vela. La notorietà di questo monumento è legata alla figura di Giovanni Paolo II, tanto da essere comunemente nota come "chiesetta del Papa". Il pontefice infatti amava recarsi in raccoglimento e in preghiera in questo luogo, un vero e proprio "santuario della natura". Nel 1999 è stata collocata all'esterno della chiesa la stele a ricordo delle visite papali, e nel 2005, il 18 maggio, giorno del compleanno del Santo Padre, gli è stata intitolata una vetta, Cima Giovanni Paolo II, tra Pizzo Cefalone e Vetta delle Malecoste. In occasione dell'evento è stata infissa sulla cima una croce di ferro, (foto a destra) l'unica autorizzata sulla catena del Gran Sasso.

 

 Molto suggestivo è il borgo fortificato di Ocre (foto a destra) (a soli 5 km dalla struttura).

I ruderi di questo borgo, sorgono su di un altura a 933 metri di quota e godono di un panorama straordinario. Questo castello, posto al centro della Valle dell’’Aterno, assunse nel Medioevo una posizione strategica determinante poiché poteva controllare gran parte della conca aquilana. La cinta muraria, conservata pressoché per intero, presenta una pianta approssimativamente triangolare realizzata in pietra calcarea e interrotta da varie torri quadrate.

Sul fianco ovest è posto l’unico accesso, attraverso una porta ogivale del XIII secolo. Il lato nord-est si affaccia su di uno strapiombo al di sotto del quale si trova l’abitato di Fossa. all’’interno della cinta fortificata (non sempre visitabile) sono ben riconoscibili le antiche abitazioni, anche se in totale rovina; esse costituivano un vero e proprio nucleo urbano che comprendeva anche una chiesa.

Altra meraviglia a pochi km dalla struttura è Castello Camponeschi (foto a sinistra) (a soli 8 km dalla struttura) nel Comune di Prata D'Ansidonia. A poca distanza dal paese si ergono ancora, massicce e possenti, le mura del Castello, di impianto trecentesco, a cingere e proteggere le antiche case.

Altra meraviglia che la storia ci regala sono i meravigliosi monumenti, chiese, conventi, teatri, musei e tante altre opere d’arti che il nostro paese ed il comprensorio aquilano ospita.

 

I LAGHI

Lago Campotosto - Gran SassoA soli 2 km dalla struttura, si trova il piccolo lago Sinizzo. Questo splendido specchio d'acqua, alimentato da due sorgenti di acqua potabile, è balneabile. E' un punto di sosta ideale per la bellezza del paesaggio; le sue rive erbose, ombreggiate da salici piangenti, invitano al riposo o ad attività da spiaggia. E' possibile effettuare un piacevole pic- nic nelle aree adeguatamente attrezzate mentre i bambini possono divertirsi anche nell'apposito parco giochi.

Non molto distante (a circa 40 km) troverete il Lago di Campotosto, che per estensione è il secondo d'Europa; è situato ad un'altitudine di 1.300 metri s.l.m. e raggiunge una profondità di 30-35 m.  Il lago di Campotosto è un lago artificiale ottenuto con lo sbarramento del rio Fucino mediante due dighe e il conseguente allagamento della regione torbifera compresa tra il Gran Sasso e i Monti della Laga. Ha circa 1400 ettari di superficie e un perimetro di 64 Km; fa parte degli impianti idroelettrici della Valle del Vomano. Il Lago circondato da prati e boschi è oggi meta di turisti e sportivi appassionati di pesca, canoa, windsurf e cicloturismo. Tutto il comprensorio, per il suo valore paesaggistico e naturalistico, è tutelato da una Riserva Naturale dello Stato. L'ecosistema della Riserva è favorevole alla sosta di uccelli migratori come il germano reale, la folaga e lo svasso maggiore. Caratteristica è la presenza di un numero elevato di anatre selvatiche, folaghe e moriglioni nei mesi invernali. Molti sono i visitatori che giungono in Abruzzo spinti dal desiderio di visitare i suoi luoghi della fede. Accanto ai più  noti santuari dedicati a San Gabriele di Isola del Gran Sasso (a soli 30km accessibile tramite autostrada A24), decine di altri luoghi di culto costellano il territorio di questa regione, la cui forte e primitiva natura ha da sempre sospinto i suoi abitanti a confrontarsi col mistero della trascendenza.

 

*                   GUIDA TURISTICA – REGIONE ABRUZZO – PROVINCIA DI L’AQUILA

Una guida turistica dettagliata della Regione Abruzzo e della Provincia di L’Aquila

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TURISMO RELIGIOSO

 

“A seguito del sisma del 06 aprile 2009 il patrimonio artistico, culturale e religioso

 del comprensorio è stato, in alcuni casi, gravemente danneggiato.

 

Sanuario di San Gabriele - Isola del Gran SassoLo spirito religioso è uno dei tanti aspetti in cui si identifica maggiormente l’Abruzzo e percorre la storia di tutto il territorio, lasciando profonde tracce negli spazi, nei culti e nelle tradizioni.

Grandi abbazie e piccole pievi campestri, monasteri medievali immersi nella natura, cattedrali cittadine ed eremi solitari: un patrimonio d’arte e di fede che attraversa tutto l’Abruzzo dal mare ai monti. Un percorso di devozione che si arricchisce di profonde esperienze umane e culturali, supportate dalla magnificenza del rigoglioso ed incantevole paesaggio naturale.

 

A circa 40 km dalla struttura, ai piedi del Gran Sasso nel versante teramano,  accessibile tramite autostrada, c’è il Santuario di San Gabriele dell’’addolorata.

Il santuario di san Gabriele dell'Addolorata, è tra i più conosciuti in Italia e in Europa. Una recente classifica lo colloca tra i primi quindici santuari più frequentati del mondo. Due milioni di pellegrini vi arrivano ogni anno per pregare sulla tomba del giovane studente passionista San Gabriele dell'Addolorata. La sua fama non conosce confini. Sono almeno un migliaio le chiese a lui dedicate nei vari continenti. Un casello autostradale, ponti, viadotti, piazze, parcheggi, strade, scuole, ospedali portano il suo nome.

Un santo che attira ogni anno milioni di pellegrini, affascinati dalla sua vita e richiamati dai numerosi miracoli che Dio Santuario San Gabriele - Isola del Gran Sassocontinua ad operare per sua intercessione.

Il santuario dedicato al giovane santo è divenuto, in questi ultimi decenni, uno dei fenomeni più singolari della religiosità popolare nell'Italia di fine millennio. La fama del santo dei miracoli si basa su una ininterrotta serie di fatti soprannaturali, testimoniati da migliaia di ex voto donati al santuario.

Il santuario si trova al centro di un triangolo sacro che racchiude tre tra i più celebri santuari d'Europa: Loreto, San Gabriele, San Giovanni Rotondo. Già da vari anni i pellegrini, spontaneamente, hanno scoperto questo itinerario e lo percorrono dal nord al sud e viceversa. Il santuario di San Gabriele è situato in posizione geografica privilegiata, ad appena 3 chilometri dall'autostrada “A24 Roma - L'Aquila – Teramo.

In 30 minuti si arriva a L'Aquila, dove è possibile visitare la celebre abbazia di Collemaggio, il Museo nazionale, il Castello cinquecentesco e la fontana delle 99 cannelle. Il santuario di san Gabriele si trova nella stupenda cornice del Gran Sasso teramano. I pellegrini arrivano al santuario anche attratti dall'incantevole posizione naturale. Situato ai piedi della catena del Gran Sasso, il santuario gode di un panorama affascinante. Da qui in 15 minuti si può raggiungere il parco nazionale del Gran Sasso, con i suoi estesi boschi e le limpide sorgenti di acqua. In 15 minuti si può raggiungere anche il caratteristico paese di Castelli, famoso nel mondo per la produzione di ceramiche artistiche.

 

I MONUMENTI

99 CANNELLEBasilica di CollemaggioPer gli appassionati di arte e storia, la nostra zona, è ospite di numerosi e splenditi monumenti civili e religiosi, d'epoca medievale e rinascimentale.

Fra i monumenti più originali e significativi che esaltano L' Aquila, un posto a sé merita la monumentale "Fontana delle 99 Cannelle" (foto a destra) commissionata 1272 dall'architetto Tancredi da Pentima e volgeva la funzione di lavatoio pubblico. L'acqua fuoriesce abbondante da 99 cannelle, di cui 93 fisse nelle bocche di altrettanti mascheroni, tutti diversi l' uno dall'altro. Si alternano con le figure, formelle, nelle quali sono scolpiti rosoni circolari a quattro foglie piene o a girello, motivi comuni nell' arte abruzzese. Durante il terremoto del 6 aprile 2009 la fontana non ha riportato gravi danni, e ha presto ripreso la sua funzione.

 

Molto bella da visitare è la Basilica Santa Maria di Collemaggio (foto a sinistra) situata immediatamente fuori le mura della città di L'Aquila. Fu iniziata nel 1287 dal frate eremita Pietro da Morrone, poi incoronato Papa nella stessa basilica con il nome di Celestino V. Dai vespri del 28 agosto a quelli del giorno successivo ogni anno si svolge il rito della  Perdonanza con l'apertura della Porta Santa, unico esempio al di fuori del Vaticano.

Può essere considerata la più importante basilica d' Abruzzo sia a livello storico che architettonico ed è certamente, per dimensioni, la più grande della regione.

La facciata è arricchita da due rosoncini laterali e più in alto da un grande rosone gotico di cinque metri di diametro.  Il rosone gotico fiorito, è costituito da un doppio giro di colonnine tortili e di archetti a chiglia trilobati, mentre la cornice è decorata da un motivo di macroscopiche foglie.

Il 6 aprile 2009 un nuovo violentissimo terremoto ha ferito la città dell'Aquila. Il sisma ha provocato danni a tutto il patrimonio artistico della città, compresa la basilica di Collemaggio rimasta colpita in modo evidente e gravissimo. La volta della basilica è crollata nel punto in cui è sito il mausoleo di Celestino V: le spoglie, miracolosamente integre, sono state recuperate nei giorni successivi. Lesionate e a rischio crollo le due absidi mentre sono completamente distrutti gli altari maggiori e quello laterale.

 

Altro monumento che la storia ci regala è la Basilica di San Bernardino.

http://www.portariverahostel.it/res/foto_aq/san_bernardino1_g.jpgLa Basilica di San Bernardino a L'Aquila (foto a sinistra) fu costruita nel 1454 per volere dei Santi Giovanni da Capestrano e Giovanni della Marca, discepoli del santo senese. La facciata, tipicamente rinascimentale, venne realizzata da Nicola Filottesio detto Cola dell'Amatrice, e consta di una struttura che si articola in tre livelli, in ognuno del quali si inseriscono quattro coppie di colonne, rispettivamente di ordine dorico, ionico e corinzio.

Al centro, troviamo uno splendido portale sormontato da un bassorilievo della Vergine con Gesù Bambino, accompagnata da San Francesco, San Bernardino e San Girolamo da Norcia.

Il tempio presenta una pianta a croce latina, con tre navate sulle quali si aprono cappelle laterali, recanti cupole ottagonali.

Lo stile che caratterizza l'interno è quello ricco del barocco, rappresentato esemplarmente dal soffitto in legno policromo e dorato, opera di Ferdinando Mosca da Pescocostanzo, al quale è attribuito anche l'organo monumentale.

La seconda cappella a destra presenta una pala d'altare in terracotta smaltata bianca su fondo azzurro, di Andrea della Robbia.

Di Silvestro dell'Aquila, a sinistra dell'altare maggiore, possiamo ammirare l'elegante sepolcro di Maria Pereyra Camponeschi, e soprattutto il cuore della devozione facente capo alla Basilica, il mausoleo del Santo dedicatario, San Bernardino da Siena, che si trova sulla navata destra. Le spoglie del Santo sono racchiuse in un'urna argentea moderna (a sostituzione dell'esemplare antico che fu trafugato dai Francesi all'epoca dell'invasione), la quale si trova all'interno di un monumento funebre, interamente cesellato a bassorilievi marmorei. Accanto al sacello, si trova una maschera mortuaria del Santo, in cera. Sempre per quanto riguarda il mausoleo, cuore ideale della Basilica, sono degni di nota gli affreschi che ricoprono la volta, di Girolamo Cenatempo, e i due candelabri del '500, in legno policromo.

Un ulteriore violento terremoto ha colpito L'Aquila il 6 aprile 2009 danneggiando la parte absidale della basilica e distruggendo parzialmente l'antico campanile. Hanno, inoltre, subito lesione di grave entità anche il tamburo della cupola, le pareti longitudinali e il complesso limitrofo del convento.

Il giorno del sisma, il presidente del gruppo Montepaschi di Siena, Giuseppe Mussari, ha garantito in diretta televisiva un ingente intervento finanziario per consentire il restauro della basilica  Il costo stimato per il restauro della basilica è oltre i 40 milioni di Euro, per un periodo di intervento di oltre 10 anni.

 

http://www.fotografieitalia.it/foto/648/l%27aquila_648-06-49-43-4145.jpgMolto bella da visitare è la Fontana Luminosa.

Venne creata nel 1934 da Nicola D' Antino. Prende il nome dal suggestivo gioco di luci sull’acqua che si anima nelle ore notturne.

Caratterizzata da due nudi femminili in bronzo sorreggenti la caratteristica conca abruzzese, posti su una vasca a pianta circolare, è posta rialzata da gradini rispetto al livello della strada.

 

Situata al centro di Piazza Battaglione Alpini, alla sommità di Corso Vittorio Emanuele II, in una zona particolarmente amata e frequentata dagli aquilani, è circondata solo per metà da edifici, aprendosi per un quarto al Parco del Castello e per il restante quarto alla zona degli impianti sportivi. Particolarmente apprezzato è il panorama che si ha dalla fontana verso il Gran Sasso.

 

Recentemente la zona è stata oggetto di un progetto di riqualificazione e si è discusso sulla possibilità di costruire un parcheggio sotterraneo ed una fermata della metropolitana di superficie nelle vicinanze.

 

Nel 2007 la viabilità della piazza è stata modificata e l'area che circonda la fontana è stata chiusa al traffico veicolare.

 

La Fontana Luminosa non ha subito danni nel terremoto che ha colpito L'Aquila nel 2009 e la zona è stata, fin dalle prime ore dopo la tragedia, luogo di ricovero per gli sfollati ed è attualmente uno dei tre accessi al centro storico.

 

 

RICETTIVITÀ E GASTRONOMIA

marcettoI numerosi ristoranti, trattorie, pizzerie ed agriturismi, sia a Poggio Picenze che nei paesi limitrofi, oltre che alle sagre dislocate ogni weekend estivo nel comprensorio, offrono la possibilità di degustare le migliori ricette locali e regionali nonché quelle nazionali.

Le montagne abruzzesi sono piene di piccoli e antichi paesini che hanno una gastronomia tanto antica quanto semplice, caratterizzata da alimenti genuini. L'allevamento è l'attività dominante ed è proprio la carne a padroneggiare in tutti questi piatti ricchi di sapori e profumi. Tipico della zona è l'agnello incaporchiato “ vale a dire messo a lessare in poca acqua e senza aromi”, l’agnello cacio e uova, la capra alla neretese, il pollo allo zafferano, il pollo all'abruzzese.

Nella produzione di insaccati è singolarissima la mortadella di fegato di maiale. Ne esistono due versioni: quella di fegato dolce, con fegato e coratella addolciti da miele, cedro e canditi, e quello di fegato 'pazzo', con il peperoncino che sostituisce il miele.

Molto rinomata è la carne di cinghiale ed i suoi insaccati; una carne molto gustosa con la quale si preparano moltissimi piatti ed insaccati, sia freschi che stagionati.

tartufo%20bianco%202Come prodotti tipici troviamo lo zafferano  ed il tartufo.

L'Abruzzo è una delle regioni italiane più ricce di tartufi. Infatti  possiamo  trovare il tartufo nero d'Aquila le cui radici dei fitti boschi  e delle pinete dell'aquila celano questo preziosissimo fungo, il tartufo nero Teramano sito nei vasti boschi dell'aquilano è ospitato questo prezioso fungo delizioso, profumato e ricco di sapore che da sempre rappresenta un ottimo complemento per ogni piatto ed infine il tartufo bianco.

miele%202Da non tralasciare è il formaggio pecorino; antico e saporitissimo formaggio lavorato secondo antiche tecniche tramandate nel tempo. Molte sono le varianti del pecorino come il   "pecorino sott'olio"o il "marcetto", tipici dell' Abruzzo Teramano, dal gusto assolutamente inconfondibile. Il pecorino sott'olio si ottiene dal pecorino stagionato, intero o  tagliato a pezzi, che viene immerso nell'olio di oliva e insaporito con una quantità di spezie varie. Il marcetto si ottiene dal formaggio pecorino maturo che viene bagnato con il latte allo scopo di attivare un fenomeno fermentativo che acidifica la massa. Anche l'apicoltura  è diffusissima sin dal passato in Abruzzo in tutte le province abruzzesi ed ha raggiunto una grande notorietà. Il miele d'Abruzzo viene estratto per centrifugazione o per colatura e filtrato con tessuto a sacco e posto in adeguati contenitori per la decantazione. Esistono varie varietà: Millefiori, Millefiori di Montagna e Monoflora.

Tutti questi prodotti li ritroviamo nelle nostre sagre svolte ogni anno in ogni paese d’Abruzzo.

A Poggio Picenze si svolge la sagra “Degli Spizzichi e della Pecora alla Chiaranese (alla cottora)”; tradizionale festa popolare che si svolge annualmente di norma la prima domenica di Agosto. (venerdì, sabato e domenica).

 

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*                   GUIDA TURISTICA – REGIONE ABRUZZO – PROVINCIA DI L’AQUILA

Una guida turistica dettagliata della Regione Abruzzo e della Provincia di L’Aquila

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