Meno soldi alle Regioni che fanno prevenzione!

E’ stato approvato ieri in Senato un emendamento al decreto “Salva Roma”, presentato dal Nuovo Centrodestra di Alfano e votato da ben 140 senatori a fronte di solo 128 contrari. Il testo di tale emendamento prevede che, agli enti locali che emanano norme restrittive contro il gioco d’azzardo, vengano tagliati i trasferimenti. Queste misure finanziarie contro le Regioni che adottano tali politiche, verrebbero poi interrotte solo quando le norme e i regolamenti contro la malattia del gioco d’azzardo saranno ritirate.

Misure come la prevenzione e la guerra alla ludopatia (dipendenza dal gioco d’azzardo) verranno quindi ostacolate dal Parlamento, che non gradisce le conseguenze di queste iniziative: meno soldi nelle casse dello Stato. Un vero e proprio ricatto alle istituzioni locali, che viene mascherato con la motivazioni di evitare lo spreco di denaro pubblico sul territorio, per quelle che sono considerate “cause perse”.
Un controsenso, se si considera che uno degli obiettivi di questo governo doveva essere proprio la prevenzione del gioco d’azzardo. E’ pronto infatti per essere discusso in aula un disegno di legge sulla cura alla ludopatia: ma a questo punto il Parlamento da che parte sta?

L’Italia nel 2017 è stato il secondo paese al mondo per diffusione del gioco d’azzardo ed il volume d’affari rasenta quasi i 100 miliardi di euro, per quella che ad oggi è considerata la “terza impresa italiana”. Potrebbe apparire ovvio quindi, che lo Stato punti a non ridurre queste entrate e per questo non gradisca norme di prevenzione e cura.
Il paradosso però sta proprio in questo punto: le entrate dell’erario derivanti dai giochi pubblici gestiti dallo Stato sono in diminuzione. Il gioco d’azzardo infatti è diventato oggi una miniera d’oro per le concessioni private e per le mafie. Le indagini parlano di circa 50 clan mafiosi coinvolti nel controllo dei giochi illegali, a fronte di un guadagno che si può stimare intorno ai 15 miliardi di euro.
Nel frattempo aumentano per lo Stato i costi sociali derivanti dalle malattie del gioco, costi che noi cittadini paghiamo con l’aumento delle tasse. L’Italia spende una cifra quantificabile intorno ai 6 miliardi di euro per curare la ludopatia, che va aggiunta ai costi non quantificabili legati alle infiltrazioni mafiose.

Di fronte a questi numeri quest’ultima iniziativa del Parlamento appare ancor più sconcertante: all’interno dell’emendamento è previsto infatti anche un provvedimento contro il principio della concorrenza in materia di concessioni. In pratica si vorrebbe introdurre un meccanismo per cui, nel momento in cui ad un gestore di giochi d’azzardo venga ritirata la concessione, chi è già titolare di altre licenze potrà subentrare a quella gestione: un diritto di prelazione per chi già detiene licenze. Si favorirebbe così una concentrazione della gestione nelle mani di un numero ristretto di persone, probabilmente appartenenti alla malavita organizzata.
A guadagnarci sono anche le ricche società che gestiscono il gioco d’azzardo legalmente e che già nel 2015 incassarono l’incredibile cifra di 9,7 miliardi, contro gli 8,8 incassati dallo Stato. La maggior parte di queste entrate riguardano proprio il settore bar, tabaccherie e punti vendita, dove gli italiani continuano a farsi svuotare le tasche dalle slot-machine e dalle video lotterie.

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Emozioni e comunicazione: la scienza dimostra come esse influenzano il comportamento

Un grande polverone mediatico è stato recentemente sollevato attorno al colosso dei Social Network. E’ recentemente emerso che nel 2012 Facebook ha condotto un esperimento per indagare l’effetto del social sull’umore degli utenti che, inconsapevoli, venivano esposti a post pilotati.

Lo studio, condotto dal team di ricerca della professoressa Susan Fiske (docente dell’Università di Princeton) e recentemente pubblicato sul Proceedings of the National Academy of Science, ha avuto una durata di una settimana, coinvolgendo quasi 700.000 utenti.

L’obiettivo della ricerca era testare quanto fosse possibile influenzare le emozioni altrui.

La metodologia dell’intervento si è servita di in una modifica degli usuali algoritmi del Social per quanto concerne la condivisione dei post nelle reti di contatti, per consentire una suddivisione tra soggetti sulla cui bacheca apparivano principalmente post caratterizzati da umore positivo ed altri da umore negativo.

Gli scienziati hanno potuto sottolineare, grazie a questo lavoro, l’importanza del tenore emotivo che accompagna le comunicazioni, dato l’impatto che esso sortisce nel determinare le successive reazioni emotive.

Facendo riferimento alle statistiche ottenute grazie alla ricerca, è stato possibile evidenziare un netto scarto tra gli utenti che, ricevendo comunicazioni connotate da umore positivo, reagivano con emozioni positive con cui caratterizzavano le successive condivisioni, e le persone che, visualizzando post connotati da un tono negativo, perpetuavano la negatività attraverso nuove successive pubblicazioni.

Numerosi sono gli esperimenti che dimostrano l’importanza del coinvolgimento emotivo nei processi comunicativi e l’influenza che questi sortiscono rispetto allo stato emotivo degli interlocutori, ma questo studio risulta innovativo data l’enorme mole di soggetti coinvolti e di dati raccolti, a sancire e sottolineare con più forza che mai il ruolo centrale delle emozioni e della comunicazione nell’influenzare i comportamenti altrui.

Quali spunti trarre da questo studio?

L’aspetto che sembra caratterizzarsi come il più interessante riguarda proprio l’utilizzo delle emozioni per creare engagement positivo con le persone con cui comunichiamo. Appare evidente infatti come le persone esposte a un framing positivo, ossia a messaggi che veicolano emozioni piacevoli (entusiasmo, ottimismo, felicità, simpatia, empatia, ecc..),tendano a reagire con altrettanta positività e questo porta ad un aumento delle interazioni. In altre parole, le persone rispondono con più frequenza e più entusiasmo quando coinvolte entro interazioni che prevedono scambi all’insegna della positività.

Quali sono le implicazioni di questo assunto?

Da questa affermazione derivano importanti spunti utili a riorganizzare le proprie strategie comunicative per massimizzarne la propria efficacia, in ambito lavorativo quanto in ambito personale.

Appare chiaro come ricevere feedback positivi dalle persone che ci circondano contribuisca in modo sostanziale a far migliorare la qualità della propria vita, così come il proprio benessere personale. Riuscire a coinvolgere gli altri, attraverso l’istituzione di interazioni in cui inviare messaggi connotati positivamente, cui essi sono portati a rispondere altrettanto calorosamente, farà accrescere in noi quel sentimento di autoefficacia che ci consentirà di sentirci padroni della nostra vita, capaci di realizzare i nostri desideri, poiché sostenuti dalle nostre capacità comunicative e dal carisma che attraverso esse riusciamo ad esercitare sugli altri.

Questo discorso vale forse ancor di più se trasportato in ambito lavorativo. Si pensi ad esempio al rapporto con i clienti o con i collaboratori. Quanto può essere utile la capacità di coinvolgere l’altro e sollecitare in lui/lei risposte positive? Un venditore, ad esempio, che sia esso addetto alle vendite o responsabile del punto vendita e in grado di definire la strategia comunicativa del negozio, attraverso questo approccio riuscirà a vederne le implicazioni in termini quantitativi: l’istituire con il cliente un rapporto “caldo” e positivo avrà come conseguenza la voglia di continuare ad interagire con noi, dandoci risposte positive, costruendo la base per un comportamento di acquisto e un rapporto di fidelizzazione nel tempo.

Altro settore in cui risulta particolarmente evidente l’importanza di un approccio strategico di questo tipo è il web, ed in particolare i Social Network per il Personal Branding. Condividere status positivi come frasi, immagini, video, ecc.. avrà, come ci dimostra la ricerca, l’effetto di intensificare le risposte positive dei nostri follower e amici. Un maggior numero di Like e di condivisioni farà accrescere la nostra popolarità, il prestigio e quindi anche la nostra affidabilità, caratteristica fondamentale per un Brand di successo!

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L’ipertensione arteriosa è la malattia dei nostri giorni?

L’ipertensionearteriosa, è una condizione clinica in cui la pressione sanguigna, cioè, la forza con cui il sangue pompato dal cuore, preme contro le pareti delle arterie, risulta essere elevata.

Se la pressione aumenta e rimane alta per molto tempo, può danneggiare l’organismo in diversi modi. Durante la misurazione della pressione viene valutata la forza con cui il sangue preme nel momento di contrazione del cuore (pressione sistolica) e nel momento di pausa tra una contrazione e l’altra (pressione diastolica). In condizioni normali la pressione sistolica (la cosiddetta massima) dovrebbe essere compresa tra 120 e 129 mmHg e la diastolica (la cosiddetta minima) tra 80 e 84 mmHg. Si definisce un soggetto iperteso quando la massima (sistolica) supera i 140 mmHg e/o la minima (diastolica) i 90 mmHg.

Quali sono i tipi di ipertensione e quali le cause scatenanti?

Quasi sempre (nel 95% dei casi), la pressione alta è di tipo essenziale, quindi indipendente da altre condizioni patologiche; questa forma di ipertensione arteriosa risulta tuttora idiopatica, cioè non se ne conoscono le cause specifiche.

Numerosi fattori sono certamente importanti nella manifestazione dell’ipertensione essenziale, per esempio l’ereditarietà, la razza, la dieta, il regime di vita, l’età. Spesso l’invecchiamento è accompagnato da ipertensione anche nei soggetti che non hanno mai avuto precedentemente il problema o che addirittura in gioventù avevano il problema opposto.

Esistono poi altri tipi di ipertensione arteriosa, detti secondari, che devono la loro insorgenza a malattie dei reni o del cuore.

L’ipertensione essenziale può essere causata da molti fattori e, tra le cause più importanti si riconoscono:

  • predisposizione genetica/familiarità
  • sovrappeso
  • dieta scorretta
  • sedentarietà
  • abuso di alcolico
  • stress

Tutta questa attenzione sulla pressione alta deriva dal fatto che un’ipertensione di grave entità, e/o aggravata da altri fattori di rischio (es. fumo, diabete, sovrappeso ecc.), aumenta significativamente il rischio di eventi cardio-circolatori (ictus cerebrale, coronaropatie..etc).

Cosa possiamo fare per non facilitare l’insorgere dell’ipertensione e tutte le sue conseguenze negative?

L’ipertensione arteriosa può essere prevenuta seguendo una dieta sana, ricca di fibre, frutta, verdura e pesce, povera di grassi saturi (cioè di origine animale) e con il giusto contenuto di calorie. Si dovrebbe poi ridurre gradualmente la quantità di sale alle pietanze (dieta iposodica), la quantità di alcol e cominciare a praticare regolare attività aerobica.

Controllare regolarmente la pressione arteriosa e mantenerla a livelli raccomandati attraverso  l’adozione di  uno stile di vita sano  e assumendo specifiche  terapie laddove necessario, è fondamentale, poiché questa condizione rappresenta il fattore di rischio più importante per l’ictus, quindi per  le malattie legate all’invecchiamento (disturbi della memoria, disabilità), nonché per l’infarto del miocardio, gli aneurismi, le arteriopatie periferiche, l’insufficienza renale cronica, la retinopatia.

Le cose utili da fare, per non facilitare l’insorgenza dell’ipertensione arteriosa, sono:

  • Seguire un’ alimentazione sana, ricca di fibre (frutta e verdure) e pesce, povera di grassi saturi (quelli di origine animale, carni rosse, salumi, insaccati, formaggi) e con il giusto contenuto di calorie. La verdura e la frutta sono molto importanti perché oltre ad essere ricchi di fibre, sono molto  ricche di potassio: una alimentazione del genere tipica dell’area mediterranea dei primi anni ’60 aiuta ad abbassare la pressione di circa 8-14 mmHg.
  • Ridurre gradualmente la quantità di sale aggiunto alle pietanze e i cibi saporiti (dado da cucina, cibi in scatola, carne, tonno, sardine, alici ecc, salse, sottaceti, formaggi, salumi e insaccati) e la quantità di cibo che si mangia.
  • Limitare il consumo di alcol (non più di 1 bicchiere di vino al giorno per le donne, non più di 2 per gli uomini)Con la riduzione dell’alcool la pressione si può ridurre di 2-4 mmHg.
  • Scendere di peso, in caso di sovrappeso/obesità: ogni 10 Kg di peso persi, la pressione arteriosa si riduce di circa 5-10mmHg.
  • Praticare regolarmente attività fisica aerobica (almeno 30 minuti di camminata a passo veloce, bicicletta, nuoto, per almeno 5 volte/settimana): l’aumento dell’attività fisica produce la riduzione di 4-9 mmHg.
  • Smettere di fumare
  • Imparare a gestire lo stress (yoga, tecniche di meditazione e di rilassamento, pilates ecc.).

Stare in salute, significa prendersi cura di sé da più fronti; la qualità della nostra vita, dipende dalla qualità di ciò che mangiamo, che pensiamo e viviamo.

Meno cibo spazzatura, più vita all’aria aperta e meno stress, sono solo alcuni degli accorgimenti per vivere bene e a lungo!

In “Ipertensione arteriosa“, Cosimo Cavallo spiega come ridurre il disturbo dell’ipertensione arteriosa, con rimedi naturali e ricette alla portata di tutti. I suoi consigli non sostituiscono la medicina tradizionale ma spiegano come adottare uno stile di vita sano per vivere sempre meglio.

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Che cosa sono le opzioni binarie

Le opzioni binarie sono uno strumento finanziario molto usato degli esperti in finanza e non, i quali lo adoperano per svolgere delle semplici operazioni di trading online . Infatti, nel nostro tempo, grazie all’avvento di internet, ognuno ha la possibilità di interagire in un mondo, quale quello del mercato finanziario di dimensioni globali che prima a poco tempo fa era destinato solo ad operatori finanziari istituzionali. Questi nuovi mezzi consentono anche ad un trader che non ha alcuna esperienza nel campo di trarre profitto dal mercato finanziario.

Come abbiamo visto anche in articoli precedenti, queste opzioni vengono pure chiamate comunemente opzioni digitali oppure opzioni “tutto o niente”, ciò per indicare che il trader quando investe su tale tipologia di opzioni può ottenere tutta la posta in palio che può arrivare all’incirca all’85% dell’importo investito(a seconda dal broker scelto) oppure può perdere quasi la totalità della somma investita, maturando un diritto di rimborso che si aggira intorno al 15%.

L’uso di tali strumenti finanziari è molto semplice, basta soltanto che l’operatore finanziario indovini il valore di mercato di un determinato bene, prendendo come riferimento uno specifico intervallo di tempo.
Le opzioni binarie di fatto consentono di interagire su un qualunque mercato senza, in effetti, comprare dei beni, ma comprando appunto delle opzioni che al termine daranno un premio al trader con una indicata percentuale a seconda dell’ esito. I probabili risultati che si possono configurare sono due: una, si chiama “in the money”, se si ottiene una vincita grazie alla corretta previsione del prezzo del bene o del titolo azionario. In caso di risultato opposto, il risultato prende il nome di “of the money” se si consegue una perdita. Se una persona è alle prime armi e vuole fare trading online, basta registrarsi in una delle piattaforme presenti sulla rete per iniziare a creare il proprio business.

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Come avere in casa i Personaggi più Sexy dei Manga

Non ho una buona memoria. Non l’ho mai avuta, e questa piccola caratteristica mi ha talvolta portato a situazioni poco gradevoli, come dimenticare compleanni, esami, anniversari.
Però una cosa, sono sicuro, la ricorderò per sempre.
La febbrile eccitazione che provavo, da bambino, per quei “cartoni strani”, come li chiamava mia madre, la controparte nipponica della Walt Disney, che andavano in onda nel primo pomeriggio sulle reti non nazionali. Quella è stata la mia iniziazione al mondo degli anime. Da lì alle pagine patinate dei manga il passo è stato breve.
Ho iniziato ad appassionarmi a questi disegni così diversi da quelli a cui ero abituato, a vederne i personaggi inediti, talmente lontani da quell’immaginario di topi e cani in pantaloncini che servivano le tv nazionali.
Ma soprattutto, e scusate se è poco, ne ho apprezzato le protagoniste.
Lontane miglia dalla principessa ingenua e sperduta, la figura tipo del manga è sexy, ammicante, nonostante l’abbigliamento da scolaretta e l’aria ingenua. La mia curiosità da adolescente mi ha portato a divorare le pagine di To Love-Ru, Highschool DxD, Saekano e a cercare, a partire dall’ultima pagina, quelle forme che non vedevo da nessun’altra parte.
Così oggi, sarà per l’estate che avanza, sarà che sto invecchiando e mi coglie la nostalgia, ho cercato di riportare alla memoria i personaggi che mi hanno fatto innamorare perdutamente. Pronti per la rassegna più sexy dell’anno?
Eccovi le protagoniste più calde di sempre!

Utaha Kasumigaoka

Sexy quanto inarrivabile, Kasumigaoka è la nerd sexy perfetta. Studiosa, altera e irresistibile, il me adolescente non poteva che innamorarsene perdutamente.
Qui la vediamo in una posa decisamente meno castigata del solito, con la camicia semi aperta che lascia intravedere quello che un po’ tutti noi fan abbiamo sognato. Io l’ho acquistata su Action Figure Store: www.actionfigurestore.it

utaha

Lala Satalin Deviluke

Ora che vi siete scaldati un po’, eccovi un altro dei miei grandi amori. Lala.
Già il nome mi crea immaginari di lolite sexy per cui perdere la testa, e per fortuna il merchandising ha aiutato la mia scarna fantasia.
Bella come la si può solo sognare, questo sogno erotico in miniatura è disponibile su Action Figure Store, lo stesso negozio che vi ho linkato prima.
lala deviluke

Momo Deviluke

Dopo Lala, è il turno della bellissima sorellina minore: Momo.
Dolce e ingenua adolescente, la vediamo qui decisamente cresciuta.
Con le sue inconfondibili lentiggini e i capelli rosa le foto della Figure quasi non le rendono giustizia.
Nel dubbio, ho scelto di comprare la versione più piccola. Se ti piace puoi comprarla sempre su Action Figure Store, con uno sconto eccezionale!

momo deviluke

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Le Lasagne Vegetariane

Ben ritrovati cari lettori nella nuova “Ricetta di Natale”. Un piatto unico, già visto in passato nella sua versione classica, che oggi vi ripropongo, pieno di verdure, con le Lasagne Vegetariane.

Da scettico quale sono mi sono sempre domandato se fosse possibile creare, con delle semplici verdure, qualcosa che si avvicinasse, in termini di gusto, al classico ragù. Di ricette ne ho assaggiate a bizzeffe, tuttavia le lasagne vegetariane non sono mai riuscite a conquistare a pieno il mio palato.
Colorito biancastro spento, sapore troppo delicato prevaricato dalla besciamella, non fa per me, meglio la tradizione.
Poi una sera ho avuto un’idea. E se facessi un ragù di verdure che tutti, grandi e piccini, possano apprezzare arrivando a domandarsi : ma davvero non c’è carne qui dentro?

Vediamo insieme gli ingredienti per 4 persone (la ricetta è vegetariana, non vegana)

  • Farina di grano tenero 00 : 500 grammi
  • Uova : 4 medie/grandi
  • Burro : 125 gr
  • Passata di pomodoro : 1 lt
  • Carota : 2 di medie dimensioni
  • Cipolla : 1 di medie dimensioni
  • Zucchina : 2 di medie dimensioni
  • Melanzana : 1 rotonda
  • Peperone : 1/2 giallo e 1/2 rosso
  • Latte fresco intero : 1 lt + 1/2 bicchiere
  • Formaggio grattugiato fresco : 150 gr
  • Olio Extravergine di Oliva q.b.
  • Rosmarino q.b.
  • Noce moscata q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe Nero q.b.

Potete sbizzarrirvi aggiungendo ciò che più preferite come funghi e piselli avendo l’accortezza di non superare le dosi dei gusti più dolci come la carota.

Per la pasta e la besciamella vale la stessa regola delle

Lasagne al Ragù

 in cui potrete trovare i procedimenti per realizzarle. Vi ho comunque ricordato le dosi per comodità.

Cominciamo lavando e tagliando le verdure a cubetti di piccola dimensione. Qui è importante formare quasi un trito perchè in questo modo riusciremo a ricreare una specie di ragù. Personalmente uno dei motivi per cui non ho mai apprezzato le lasagne vegetariane è proprio perchè spesso le verdure vengono lasciate affettate per la lunga, grigliate, ecc.

Versate i cubetti in un tegame dai bordi alti e irrorate per bene con olio Extravergine di Oliva. Fate prendere calore per 10 minuti, salate, pepate, aggiungete la passata di pomodoro e abbondante acqua fino a coprire. Continuate la cottura per 1 ora a fiamma medio-bassa, come fareste con un ragù di carne, facendo man mano asciugare il liquido.

Quando sarà pronto unite la besciamella e incorporatela. In questo caso io la miscelo proprio per dare un bel colorito vivace e guadagnare in sapore.

Cominciate quindi a formare le vostre lasagne mettendo uno strato di ragù vegetale sul fondo di una pirofila imburrata. Seguite con la pasta, altro sugo e abbondante formaggio fino all’ultimo strato a cui aggiungerete dei riccioli di burro per dare colore e gusto.

Infornate per 30 minuti a 200 gradi e continuate fino a doratura ultimata.

E voilà, delle Lasagne Vegetariane eccezionali, degne concorrenti della versione tradizionale. Riuscite a notare la differenza?

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